Cronaca del Triathlon Internazionale di Bardolino 2018, la gara di triathlon più famosa in Italia.


1.800 atleti per la gara di triathlon con distanza olimpica

Sabato 16 giugno è andato in scena nella splendida location del Lago di Garda, la 35a edizione del triathlon internazionale di Bardolino, la gara più longeva e partecipata su territorio italiano. La distanza è quella olimpica, ovvero 1500 metri a nuoto, 40 km in bicicletta, 10 km per quanto riguarda le gare podistiche.

I circa 1800 atleti, divisi in batterie, hanno preso il via dalla riva per percorrere un unico giro a nuoto nelle acque del lago. Una volta conclusa questa frazione i partecipanti sono entrati in zona cambio, l’unica al mondo formata da due piani. Hanno preso la bicicletta e si sono immessi sul circuito ciclistico di 40 km, iniziando cosi la parte più dura della gara.

Le strade su cui si snoda il percorso, infatti, sono un continuo sali-scendi con salite che spezzano il ritmo e discese tecniche. Un vero incubo per chi non è un esperto delle due ruote. Una volta scesi dalla bici si torna in zona cambio per mettere ai piedi le scarpe da run ed iniziare l’ultima fase di gara, quella di corsa.

Il percorso, veloce e pianeggiante, si sviluppa sul lungolago e nelle stradine del paese di Bardolino. Due giri da 5 km che terminano con l’arrivo ai piedi dell’imponente zona cambio.

La manifestazione è stata vinta da Marco Corrà per gli uomini e da Alessia Orla per le donne, siglando una storica doppietta azzurra nella gara di triathlon più amata dagli italiani.

Questo è stato uno dei motivi che mi ha spinto a partecipare, la curiosità di vedere ciò che di fantastico poteva offrire questa gara.

35esima edizione triathlon internazionale bardolinoLa mia esperienza personale: una gara che mi ha lasciato l’amaro in bocca.

Dopo una frazione natatoria sotto tono rispetto ai miei standard, inforco la mia bici sapendo che avrei dovuto spingere per cercare di recuperare più posizioni possibili. Così non è stato. La poca esperienza di un ragazzo che viene dalla pianura si è fatta sentire in salita.

Ogni volta che la strada saliva io scivolavo indietro nel gruppo accumulando fatica. Fatica che poi si è fatta sentire nelle gambe nell’ultima frazione, dove ho cercato di dare tutto ciò che avevo in corpo fino al traguardo.

La gara è stata fantastica, curata in ogni minimo particolare dall’organizzazione, ed anche la gente a bordo strada lo era, sempre pronta ad applaudire e incitare tutti col sorriso.

Mi sono divertito molto, purtroppo però porto a casa una prestazione che non mi soddisfa e so che dovrò lavorare a lungo e duramente per presentarmi ai nastri di partenza il prossimo anno più carico e motivato.