L’alimentazione dev’essere curata da esperti nutrizionisti, soprattutto durante le diete vegane o vegetariane.

Dieta vegetariana, dieta vegana, atleti e nutrizionisti… 

Molto spesso si discute delle diete vegetariane associate allo sport. I dubbi sono legati alla qualità delle scelte dietetiche ed al fatto che potrebbero non soddisfare le esigenze nutrizionali degli atleti, in particolare gli sportivi che si allenano duramente per partecipare a competizioni come le gare podistiche.

In realtà, se la dieta vegetariana è opportunamente pianificata, può fornire l’energia sufficiente ed una gamma adeguata di nutrienti (carboidrati, grassi e proteine) per sostenere le prestazioni atletiche.

Questo è sostenuto in uno studio (“Vegetarian diets: nutritional considerations for athletes” Venderley AM, Campbell WW. Sports Med, 2006) in cui si specifica che le percentuali di nutrienti appropriate per gli atleti, soprattutto di resistenza (vegetariani e non vegetariani), sia del 45-65% per i carboidrati, del 20-35% per i grassi e del 10-35% per le proteine che possono tranquillamente essere ricavate dall’assunzione di alimenti di origine vegetale.

Il potenziale effetto negativo delle diete vegetariane riguarda lo stato del Ferro, e si basa sulla biodisponibilità del sale minerale stesso, proveniente dai cibi vegetali rispetto al ferro contenuto in alimenti di origine animale. Ovviamente questo potrebbe creare un problema nelle prestazioni atletiche.

Allo stesso modo, gli atleti vegetariani devono assicurarsi un idoneo apporto di vitamina B12 (cianocobalamina), di zinco, vitamina D (calciferolo) e Calcio. Le principali fonti alimentari di tutti questi micronutrienti, sono di origine animale ma si può tranquillamente raggiungere un giusto apporto con latti fortificati, cereali integrali, legumi e frutta secca. 

D’altra parte, i vegetariani hanno, rispetto agli onnivori, un’alta percentuale di antiossidanti come la vitamina C (acido ascorbico), vitamina E (tocoferolo) e vitamina A (betacarotene) che potrebbero contribuire a ridurre lo stress ossidativo indotto dall’esercizio fisico.

Due importanti studi riguardanti queste diete.

Secondo un altro studio (“Nutritional considerations for vegetarian athletes” Barr SI, Rideout CA. Nutrition 2004):

  • Le diete vegetariane, ben pianificate ed adeguatamente integrate, sembrano sostenere efficacemente le prestazioni atletiche.
  • Le proteine fornite dagli alimenti vegetali sono adeguate per assicurare l’apporto di azoto totale e di aminoacidi essenziali.
  • Le donne vegetariane restano a maggior rischio di carenza di Ferro che può limitare le prestazioni atletiche.
  • I vegetariani possono mostrare una concentrazione di creatina nel muscolo inferiore a quella degli onnivori, ma il problema può essere risolto con l’integrazione.
  • La dieta vegetariana può diventare uno strumento per controllare il peso e quindi, da adottare soprattutto per quegli sport in cui il basso peso corporeo e l’agilità diventano determinanti.

Anche la dieta vegana può essere adottata dagli atleti; ciò viene confermato da un recente studio del 2014 (“Vegan triple-ironman (raw vegetables/fruits)” Roman Leischik and Norman Spelsberg. Case rep.Cardiol 2014). Gli atleti presi in considerazione (triatleti a dieta vegana), messi a confronto con altrettanti atleti a dieta mista, non hanno mostrato segni di carenze alimentari o di salute compromessa.

Conclusioni.

Quindi, la scelta alimentare dell’atleta può tranquillamente essere di tipo vegetariano o vegano ma, come anche per il soggetto non sportivo, la dieta deve essere ben strutturata.

Questo significa che non ci si può improvvisare nutrizionisti e gestire la propria alimentazione, soprattutto quando si decide di eliminare le fonti proteiche di origine animale. In ogni caso, è necessario farsi seguire da esperti del settore per evitare carenze nutrizionali e conseguenti compromissioni della salute.

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