Tattiche e stili per razionalizzare le proprie energie nelle gare di nuoto.


La nuotata fluida indica generalmente quella fase del nuoto in cui si preferiscono movimenti costanti ed uniformi allo sforzo di una nuotata ad alta intensità. La nuotata fluida, infatti, è una delle fasi costanti delle gare di nuoto di fondo, ove le distanze notevoli costringono gli atleti a razionalizzare sapientemente le energie.

Non solo il nuoto di fondo è caratterizzato dalla necessità della nuotata fluida ma anche il Triathlon. Le distanze da percorrere non sono paragonabili, ma a partire dalla categoria Olimpica la nuotata fluida rientra nelle strategie vincenti proprio in quanto il nuoto rappresenta solo la prima fase dell’intera competizione.

Si parte, nel Triathlon, dai 1500 metri di nuoto in acque libere fino ai 3,8 km dell’IronMan. Il nuoto di fondo, invece, vede numeri completamente diversi, dal mezzo-fondo (5 km), fino alla maratona, di 25 km. La nuotata fluida è una valida risorsa per l’atleta che deve affrontare grandi distanze: allo sforzo anaerobico del nuoto in piscina, infatti, viene preferito lo sforzo aerobico di uno stile costante ed uniforme.

Nuotata fluida: le tattiche.

La nuotata fluida comporta una preparazione molto diversa dagli scattisti: innanzitutto risulta lapalissiana la necessità di distribuire sapientemente le proprie energie. Nonostante vi siano numerosi stili di nuotata fluida, numerose tattiche da adottare, la velocità non assume un ruolo così rilevante.

Per quanto riguarda il Triathlon, molti atleti preferiscono percorrere le distanze delle categorie Olimpico (1500 m) e IronMan 70.3 (1900 m) non ricorrendo alla nuotata fluida: si tratta, tuttavia, delle competizioni di alto livello di professionalità, in cui i secondi decidono tra il podio e l’anonimato. In generale per tutti coloro per cui partecipare costituisce una fonte di divertimento più che sufficiente, la nuotata fluida è la risorsa essenziale per superare distanze prossime al miglio: laddove è concesso, infatti, la nuotata fluida permette di non essere distanziati troppo dal gruppo sfruttando anche la scia.

Le principali tattiche da adottare nel caso di nuotata fluida corrispondono alle variazioni di ritmo:

  • Andatura in regressione, ovvero una partenza veloce per poi stabilizzarsi su un’andatura più blanda
  • Andatura a strappi, con una alternanza di accelerazioni e fasi blande che rendono l’andatura non uniforme
  • Andatura in progressione, con una partenza blanda e un aumento progressivo del ritmo
  • Andatura a ritmo costante, per lo più ideale nel caso di percorsi particolarmente lunghi, in quanto permette il pieno controllo del dispendio delle energie

La tattica serve non solo a tener conto della competizione, in modo da poter rispondere al meglio alle scelte degli altri concorrenti, ma anche a tener conto dello stress fisico e psicologico che il nuoto di fondo comporta per l’atleta: immerso in acqua per ore e costantemente in movimento, l’atleta deve necessariamente fronteggiare un affaticamento non solo del corpo ma anche della psiche. Elaborare una tattica, avere una ferrea motivazione e una alta concentrazione sono alcuni dei fattori che impediscono all’atleta di perdersi d’animo e di proseguire oltre i propri limiti.

Nuotata fluida: lo stile.

Come praticare la nuotata fluidaPer quanto lo stile adottato durante la nuotata fluida varia anche in base alle condizioni climatiche, quello sicuramente più usato è il crawl, altrimenti noto come “stile libero”.

Gli altri stili, infatti, soprattutto se dovrete fronteggiare lunghe distanze, sono usati solo in caso di condizioni particolari in quanto comportano un affaticamento del collo in fase di respirazione.

Il crawl, al contrario, permette una respirazione ritmica, priva di sforzi per il collo in quanto viene eseguita ruotando il capo in asse con le spalle. Inoltre la respirazione si armonizza col moto delle braccia e delle gambe, facilitando l’instaurazione di un andamento uniforme e costante, uniformando il ritmo di ogni movimento.

Il crawl si compone, fondamentalmente, di due movimenti coordinati:

  • Bracciate, in quattro fasi, appoggio/presa, trazione, spinta e recupero. L’inspirazione avviene tra la trazione e la spinta, ovvero quando un braccio funge da appoggio e l’altro è arcuato in aria, per effettuare la spinta
  • Gambate, in due fasi, una discendente, propriamente propulsiva, e l’altra ascendente, di rilassamento, con l’affioramento del tallone

Nuotata fluida: differenza tra la piscina e il nuoto di fondo.

A differenza dalla piscina, che presenta acqua perfettamente monitorata per quanto concerne temperatura e composizione chimica, che non è soggetta all’accidentalità delle correnti e di altri esseri viventi, il nuoto di fondo, in acque libere, comporta un maggior numero di variabili a cui far riferimento.

Oltre alle distanze maggiori, anche la variabilità dell’ambiente rendono la nuotata fluida essenziale ad affrontare le acque libere. Distribuire sapientemente le energie, infatti, costituisce il modo migliore per gestire gli sbalzi di temperatura, a reagire prontamente alle correnti che si incontrano nel tragitto e, in generale, a far fronte all’enorme pressione che nuotare in acqua marina comporta per la psiche e il corpo.

Infatti, se la gara non ammette la possibilità di sfruttare la scia, non solo la competizione diverrà più difficile per ognuno, ma anche la pressione che deriva da un moto continuo senza la possibilità di occupare la mente con altro che la propria motivazione necessitano di un grande autocontrollo e un altrettanto sapiente razionalizzazione delle energie.

I vantaggi della nuotata fluida, tuttavia, derivano dalla incredibile sensazione di fusione con il mare che accomuna tutte le testimonianze dei grandi nuotatori di fondo. Trovarsi in mare aperto e muoversi armoniosamente con l’oceano rende, di fatto, la nuotata fluida un’esperienza eccezionale.

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