Ciclismo e problemi prostata: è vero che i ciclisti professionisti hanno problemi di prostata oppure è tutto falso?


Tra gli sport più amati e praticati non solo in Italia ma anche all’estero, possiamo annoverare sicuramente il ciclismo.

Giovani e meno giovani salgono ogni giorno, o comunque molto spesso, sulla loro bici per pedalare  chilometri e chilometri con grande entusiasmo e passione.

Che tu sia un ciclista professionista o amatoriale ti sarà sicuramente capitato di  sentir parlare sia dalla bocca di persone comuni che di molti appassionati sportivi della due ruote e non,  di un collegamento tra la pratica ciclistica e lo sviluppo di problemi alla prostata.

Se anche tu hai le idee confuse al riguardo e non sai più a chi dare retta, prosegui pure nella lettura di questo articolo perché leggendolo dissiperai tutti o la maggior parte dei tuoi dubbi.

Per quale motivo nel corso del tempo i medici hanno collegato l’utilizzo della bicicletta ai problemi di prostata, in particolare tra i professionisti?

Nel corso degli anni molti medici hanno collegato l’utilizzo della bici, soprattutto a livello agonistico, ai problemi relativi alla prostata.

Questo perché sia i medici generici che gli specialisti hanno effettivamente riscontrato una maggiore incidenza di problemi alla prostata nei pazienti che praticavano il ciclismo rispetto a quelli caratterizzati da uno stile di vita sedentario.

È vero che alcuni sport come, appunto, il ciclismo possono potenzialmente provocare l’infiammazione della prostata e questo avviene perché gli sport di questo genere implicano una maggiore sollecitazione del pavimento pelvico.

Il pavimento pelvico appunto non è altro che la regione muscolare che sostiene sia l’intestino che la vescica.

In alcuni casi, proprio in merito, si è addirittura parlato di una maggiore incidenza di tumori alla prostata e iperplasie nei ciclisti, ovvero un aumento del volume della prostata dovuto a una proliferazione  cellulare.

Il falso mito dei problemi di prostata nel ciclismo

 

Quindi esiste realmente una correlazione scientifica tra l’utilizzo della bici e lo sviluppo di problemi relativi alla prostata?

Dalle ultime ricerche compiute che concernono lo sviluppo di problemi alla prostata in chi pratica il ciclismo è emerso che non vi è alcuna correlazione scientifica tra lo sviluppo di problemi alla prostata e l’uso della bici.

Una delle ultime ricerche al riguardo è stata compiuta nel 2014, per la precisione dai ricercatori della Facoltà di Medicina dell’Università di Londra.

Gli studiosi hanno preso in esame un gruppo di ciclisti e un gruppo di uomini che non praticavano l’attività sportiva e dopo numerose osservazioni e analisi svolte durante molti mesi di studio, i ricercatori hanno concluso quanto abbiamo soprascritto, ovvero che non vi è alcuna correlazione scientifica tra lo sviluppo di problemi alla prostata e l’uso della bici.

Devi sapere, però, che gli studiosi hanno anche riscontrato una maggiore scoperta di problemi alla prostata nei ciclisti piuttosto che che nei sedentari.

Perché è stata riscontrata, quindi, una maggiore incidenza di problemi prostatici nel gruppo dei  ciclisti e non in quello dei sedentari?

Bisogna considerare che gli sportivi in generale e i ciclisti, in questo caso particolare, sono solitamente più attenti alla loro salute e si sottopongono più assiduamente ai controlli medici.

Di conseguenza, in loro è maggiore la possibilità di riscontrare patologie della prostata nonché altri tipi di disturbi e problemi.

Ecco dunque svelato parte del mistero: i ciclisti hanno, di conseguenza, maggiori probabilità di scoprire in tempo eventuali  problemi alla prostata proprio per questo motivo.

Quali sono, allora, i problemi più diffusi del ciclista che coinvolgono le regioni basse del corpo?

In realtà i problemi del ciclista, come avrai forse potuto riscontrare tu stesso se pratichi questo sport, coinvolgono più che la prostata la zona perineale provocando due tipi di problemi principali:

  • Cutanei: soprattutto l’irritazione della pelle a causa dello sfregamento della parte sulla sella
  • Compressivi:  colpiscono le zone più interne della parte

In particolare i problemi di compressione coinvolgono i vasi e i nervi della zona e la loro compressione protratta per ore o per anni potrebbe provocare dei disturbi ai genitali.

Tali disturbi compaiono solitamente nel corso dell’attività sportiva del ciclista. Questi sono i formicolii nella zona, l’addormentamento della parte e i disturbi nella minzione.

I fastidi di questa natura scompaiono generalmente alzandosi per pochi secondi sui pedali oppure cambiando la posizione sulla sella e la compressione cronica di queste strutture se protratta per anni e per ore consecutive, può, effettivamente, causare disturbi a carico dei genitali.

Se questi problemi, però, dovessero persistere in modo particolare dopo l’attività fisica, ricorda di tenerli sotto controllo.

La prostata di per sé  non dovrebbe essere coinvolta direttamente perché se è in salute e presenta dimensioni normali, non dovrebbe risentire della posizione mantenuta sulla sella.

In conclusione.

Ora sai che non esiste alcuna correlazione tra la pratica del tuo sport preferito, il ciclismo, con l’insorgenza di tumori alla prostata o le prostatiti.

Il legame tra malattie alla prostata e il ciclismo è dunque ascrivibile in tutto e per tutto al classico falso mito.

In conclusione ci permettiamo, però, di consigliarti di effettuare dei controlli saltuari alla prostata a partire dai 40 anni di età e periodici a partire dai 50 anni.

Questo è un consiglio valido non solamente per coloro che praticano uno sport regolarmente e assiduamente, ma per tutti gli uomini.

Perciò continua pure a praticare il tuo sport preferito in tutta tranquillità!

 

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