Il nuoto pinnato: una disciplina nata in America, molto amata e praticata in tutto il mondo.


Le pinne sono delle calzature che furono costruite per agevolare i movimenti in acqua. Generalmente possiamo vedere che possono essere impiegate sia nella pesca, nello sport o come semplice passatempo.

Questa invenzione risale alla prima metà del XVIII sec. quando l’inventore, nonché politico statunitense, Benjamin Franklin costruì un primo prototipo fatto di legno leggero. La sua invenzione realizzata durante la sua adolescenza, divenne realtà grazie a Louis de Corlieu in Francia e Owen Churchill negli Stati Uniti. Churchill riuscì a catturare l’attenzione dell’esercito, che deciso di formare un corpo d’azione, chiamato gli uomini rana.

Sebbene ci siano diverse testimonianze che attestano l’utilizzo delle pinne nel nuoto sportivo, queste fanno la loro prima apparizione nei World Games del 1981 a Santa Clara, California, dove vengono assegnati ben 12 titoli, 6 maschili e sei femminili.

Cosa serve per praticare questo sport.

Innanzitutto una delle prime cose che bisogna sapere per praticare questo sport è che per farlo bisogna avere un’ottima maturità mentale e fisica e un’ottima resistenza. Parliamo di questi fattori perché questo sport, richiede una preparazione atletica da parte dell’individuo che va oltre il semplice allenarsi in acqua.

Mantenere uno stile di vita sano, che non porta ad eccessi in ambito alimentare e non, è fondamentale affinché si possa intraprendere questo sport. Una volta ottenute queste cose, possiamo passare alla strumentazione necessaria:

  1. Pinne: le pinne possono essere di diverso tipo ed in base al livello dell’atleta possiamo distinguerle in diversi modi. Innanzitutto, le pinne in gomma sono quelle più utilizzate nella fase di preagonismo. Le pinne sono costituite da due parti, la scarpetta e la pala. La scarpetta è la parte che generalmente ricopre il piede, mentre la pala è la superficie piatta che serve a trasmettere ed amplificare la spinta associata al movimento del piede.
  2. Monopinna: questo è l’elemento base per chi vuole praticare il nuoto. È di solito composta da una pala unica in plastica, detta Mascotte che viene utilizzata per introdurre gli atleti al preagonismo, può essere anche in fibra di vetro (vetroresina) e di recente le producono anche in carbonio e kevlar. Le dimensioni standard vanno dai 60/70 cm di larghezza. La pala si differenzia in base alla forma e alla durezza (l’unità di misura è il chilo/spinta): le monopinne da velocità sono più rigide (più chili/spinta), mentre le monopinne da mezzo fondo sono più morbide, oltre che di dimensioni lievemente superiori. Per indossarle bisogna avere le gambe unite parallele e poi inserire i piedi in scarpette di gomma morbida.
  3. Boccaglio: si tratta di un tubo di plastica dura che si posiziona in mezzo agli occhi. A sostenere il “boccaglio” c’è una fascia di metallo sulla fronte che continua dietro alla testa con un elastico di spessore tra i 1,5\2 cm di larghezza, con dimensioni che per regolamento non debbono superare i 2,3 cm di diametro interno e i 48 cm di lunghezza. È importante l’utilizzo del boccaglio perché così l’atleta non ha bisogno di variare la posizione in acqua. Non è obbligatorio il suo utilizzo in gara, a meno dei 50 m in superficie.
  4. Bombola: Vengono utilizzate nelle gare di velocità subacquea e le sue dimensioni possono variare in base al tipo di gara.
  5. Erogatore: è uno strumento che serve come aggiunta alla bombola. Questo in pratica eroga aria su richiesta.

Come praticare questo tipo di nuoto.

Lo stile pinnato possiamo definirlo una mutazione di quello delfino.  Praticando questa disciplina, l’uomo tende veramente a somigliare ad un delfino.  Per praticare il nuoto pinnato, bisogna tenere le braccia ferme e distese in avanti sopra la testa, ovvero in una posizione detta “assetto”.Il nuoto pinnato: come praticarlo

Il nuotatore procede in acqua con movimenti sinusoidali, con andamento regolare e ricordando veramente i movimenti di un delfino, durante l’andamento della nuotata. Per la respirazione fa ricorso al boccaglio.  Fra le varie specialità che si possono praticare in questa disciplina, ci sono velocità e fondo.

  • Velocità: questa categoria si svolge principalmente in piscina e può avere tre differenti specialità. La prima è la “gara di superficie”, che si svolge sopra la superficie dell’acqua con distanze che vanno da un minimo di 50m ad un massimo di 1500m. Ci sono anche staffette per questa categoria. Attualmente l’Italia detiene il record per 200m. La seconda specialità è apnea, che vede lo svolgersi della gara sott’acqua, senza l’ausilio del boccaglio, con distanze fino ai 25 metri per i ragazzi under tredici, fino a 50 per i più grandi. L’ultimo di questa categoria è il velosub, gare sotto la superficie dell’acqua che vanno da un minimo di 100m ad un massimo di 800m.
  • Fondo: Il nuoto pinnato può essere praticato anche fuori dalla piscina, dove abbiamo visto che il massimo è di 1500m. Nel caso si praticasse fondo, questo di solito si svolge in fiumi, laghi, lagune ed a mare, dove la distanza minima è di 2000m. Queste di solito non hanno un limite ben preciso, molte volte ci possono essere anche maratone di 24h.

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