Alcuni consigli utili per intervenire sulla sindrome del Piriforme.


Sciatica o sindrome del Piriforme?

Può capitare, magari durante gli allenamenti per le gare podistiche – in genere molto intensi -, di avvertire un forte dolore sul tratto gluteo superiore, simile ad una pugnalata che lascia senza fiato, soprattutto mentre ci alza dal divano o dal sedile dell’auto.

Il dolore a volte si irradia verso la parte posteriore della gamba fino ad arrivare al piede e da quel momento si inizia a temere di avere in atto una sciatalgia…

Per fortuna molto spesso non è così: non si tratta di una vera e propria sciatalgia, che in genere è causata da un’ernia sulle ultime vertebre lombari, ma dalla così detta “sindrome del piriforme”. 

Perché l’infiammazione del muscolo piriforme coinvolge il nervo sciatico?

Perché, purtroppo, il nervo passa proprio sotto di lui, per cui lo stato di tensione del muscolo e il suo conseguente aumento di volume comprime il nervo sciatico, che tende ad infiammarsi.

Piriforme e nervo sciatico falsa sciatica

Ma perché il muscolo piriforme si può infiammare?

Il piriforme è un muscolo stabilizzatore del bacino per cui una posizione di disequilibrio del bacino costringe i “tiranti” del piriforme a fare un super lavoro compensatorio, soprattutto quando si compie un’attività fisica intensa come nel caso di ciclisti, podisti, calciatori e ballerini.

Frequentemente tali sintomi si presentano in forma più acuta dopo un lungo periodo in posizione seduta, specie con il femore intraruotato, perché, essendo il piriforme un extrarotatore dell’anca, “soffre” nella posizione di eccessivo allungamento statico indotto dall’intrarotazione del femore.

Altra causa dello sbilanciamento del bacino con sollecitazione del piriforme è la situazione in cui vi siano tensioni intestinali che fanno “traslare” o ruotare il bacino con conseguente attivazione dei “tiranti”.

Come intervenire?

In primis, bisogna attuare un ribilanciamento posturale globale mediante tecniche decompensate e, se si è in presenza di tensioni viscerali, riequilibrarle con specifiche procedure manuali (anche le sedute di Shiatsu sono di grande aiuto) e rivedendo l’alimentazione.

Le digitopressioni sul piriforme aiutano poi a far diminuire la pressione di questo muscolo sul nervo sciatico e alla disattivazione dei Trigger Point muscolari, facendo regredire la sintomatologia dolorosa miofasciale.

Lo stretching settoriale è invece utile ad aumentare la tolleranza all’allungamento, che si traduce nella possibilità di distendere ulteriormente quel muscolo a vantaggio di un incremento articolare. Lo stretching statico permette inoltre di disattivare i Trigger Point attivi e latenti presenti nel muscolo, diminuendo progressivamente la sintomatologia dolorosa.

Infine, durante il periodo di trattamento può giovare il dormire di lato, posizionando un cuscino tra le ginocchia allo scopo di favorire il rilassamento del muscolo (un integratore molto utile in caso di tensione molto forte del muscolo è il Magnesio).

Per concludere.

Da quanto detto, si intuisce che l’approccio alla sindrome dolorosa del piriforme non si affronta semplicemente effettuando l’allungamento del muscolo supportata dall’assunzione di antinfiammatori, bensì cercando di risalire alla vera causa scatenante che molto spesso ha natura posturale, viscerale o emozionale.

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