Qual è la giusta frequenza di pelata nella frazione di ciclismo in una gara di Triathlon? Scoprilo leggendo il nostro articolo!


Cadenza di pedalata nella frazione di ciclismo nel Triathlon.

Ti stai preparando per la tua prossima gara di Triathlon e hai qualche difficoltà nella frazione di ciclismo? Nessun problema! In questo articolo vogliamo aiutarti e cercare di risolvere quello che è un po’ per tutti il quesito principale, ovvero qual è la giusta frequenza di pedalata nel Triathlon?

Se invece il tuo problema è la frazione di corsa, leggi la nostra pagina sulle gare podistiche in cui approfondiamo il tema della corsa e come affrontare al meglio le competizioni di questa disciplina.

Imparare a pedalare nel modo migliore, assumendo quindi una giusta cadenza di pedalata, nella frazione del Triathlon è fondamentale per non arrivare eccessivamente stanchi alla frazione successiva.

Innanzitutto, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza: che cos’è la cadenza di pedalata? Con questo termine s’indica il numero di giri effettivi che vengono effettuati sul pedale in un minuto. Si misura infatti in rotazioni per minuto (abbreviato rpm). Possiamo dire che esistono due differenti tipologie di cadenze di pedalata:

  • pedalata agile: con un alta cadenza, ovvero si effettuano tanti giri al minuto;
  • pedalata lenta: come dice il nome stesso, con una bassa cadenza.

La cadenza di pedalata nel Triathlon: qual è quella migliore?

Ci teniamo a precisare che non esiste, in realtà, una cadenza migliore di un’altra per tutti. Si tratta di un discorso soggettivo e la cadenza che magari per te va bene, per un altro non è adatta. Per scoprirlo dovrai allenarti con costanza e dedizione e provarle entrambe.

Ad esempio se utilizzerai una cadenza lenta, i tuoi muscoli resteranno contratti per molto tempo. Così facendo, farai lavorare maggiormente le tue fibre lente, maggiormente adatte agli sforzi prolungati e intensi. L’unico svantaggio di questa cadenza è che, avendo i muscoli contratti per molto tempo, potrebbe accadere che i vasi sanguigni non riescano a trasportare l’ossigeno.

Se invece ti avvarrai di una cadenza agile i muscoli non resteranno contratti per molto tempo e dunque risulteranno essere più ossigenati, e quindi, sentirai molto meno la fatica.

Alla luce di quanto detto sin’ora possiamo dire che le cadenze lente non sono poi del tutto vantaggiose e che sarebbe più corretto scegliere una cadenza di pedalata agile.

Vale lo stesso per quanto riguarda la salita? Scoprilo continuando a leggere il nostro articolo.

Come deve essere la cadenza di pedalata in salita?

Cadenza di pedalata in salita

Durante la salita, si sa, si richiede uno sforzo maggiore rispetto alla pianura. Ma quindi, in questo caso, qual è la giusta cadenza di pedalata?

La frequenza di pedalata ideale durante la salita non dovrebbe essere inferiore alle 75/80 RPM, anche se in realtà questa cadenza potrebbe cambiare a seconda del soggetto.

E se in salita la cadenza richiesta è attorno alle 80 rotazioni per minuto, in pianura invece, si è soliti dire che la miglior frequenza di pedalata sia compresa tra le 90 e 110 RPM.

Esiste un misuratore per la cadenza di pedalata?

Sapevi che esistono in commercio diversi strumenti utili per misurare la cadenza di pedalata? Possiamo suddividere questi strumenti in due grandi categorie: i ciclocomputer e i sensori per dispositivi GPS. Ne hai mai sentito parlare?

I ciclocomputer altro non sono che dei piccoli display che devono essere montati sul manubrio della tua bici e che rilevano la velocità di rotazione della tua ruota e la tua cadenza di pedalata. Ovviamente la comodità sta nel fatto che tu potrai vedere i dati in tempo reale direttamente sul display e, inoltre, potrai successivamente scaricarli sul tuo pc o smartphone.

Il vantaggio di questo strumento è il loro prezzo irrisorio. Lo svantaggio è che non registra il percorso che compi in bicicletta, come invece fanno i sensori per dispositivi GPS.

Questi ultimi, sono dei sensori che si ricollegano ad altri dispositivi, rilevano la tua cadenza di pedalata e successivamente la trasmettono al dispositivo al quale sono collegati. Da ciò è facilmente intuibile che non funzionano da soli, ma aggiungo i loro dati a quelli rilevati dal dispositivo GPS.

I sensori hanno il vantaggi di segnare e registrare il percorso svolto, in modo tale da poter associare la cadenza di pedalata al percorso effettuato: quindi ad esempio saprai che cadenza hai adottato in salita, quale in discesa, in pianura ecc.

Conclusioni.

Vuoi migliorare la tua frequenza di pedalata nella frazione di ciclismo per Triathlon? Come ti abbiamo già detto nell’articolo, non esiste una cadenza migliore di un’altra che vada bene per tutti. Scegli la cadenza più adatta a te provandole entrambe e allenandoti con costanza. Solo così riuscirai a capire quale è quella migliore.

L’importante che tu attui quella che ti faccia stancare e affaticare meno per sostenere l’altra frazione della competizione. Per questo motivo noi ti abbiamo consigliato di adottare una frequenza di pedalata agile piuttosto che quella lenta. Perché pare essere quella che ti consenta di affaticarti meno e più lentamente.

Provale entrambe, aiutati con uno strumento di misurazione e inizia subito il tuo allenamento! In bocca al lupo!

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