Corsa e Allenamento piramidale. Tutte le informazioni utili.


Grazie a questo articolo scopriremo cos’è l’allenamento piramidale nella corsa, come funziona e perché allenarsi con il metodo piramidale. Vedremo inoltre chi è stato l’ideatore di questa particolare tecnica di allenamento e in che modo si applica nella corsa.

Infine parleremo del cardiofrequenziometro da utilizzare per monitorare i battiti cardiaci. Che dire l’argomento è piacevole e interessante non ci resta che augurarti buona lettura.

Cos’è l’allenamento piramidale nella corsa

L’allenamento piramidale nella corsa è un perfetto diversivo e antidoto grazie al quale è possibile ottenere risultati eccellenti utilizzando metodi molto meno schematici.

Seguire una tabella di allenamento non è una cosa che piace a tutti coloro che praticano sport, specie se questa prevede più ripetizioni dello stesso metodo di corsa. Oltre a questo inoltre va aggiunto sempre un dettaglio fisico di una certa importanza.

L’allenamento con tabelle standard, dopo un pò di tempo, comporta una assuefazione del corpo nei confronti dello sport.

Perché utilizzare il metodo piramidale?

Il nostro organismo ha metodi di adattamento altamente sofisticati questo vale per ogni singolo aspetto delle nostre percezioni ma se prendiamo in considerazione il punto di vista fisico, nel caso dell’attività sportiva, il corpo è capace di registrare in maniera molto rapida la nuova attività rendendola normalmente accettabile.

In poche parole, se ad esempio giornalmente percorri 5 chilometri il corpo pian piano si abitua a questo sforzo e ad ogni sessione di allenamento il battito cardiaco si stabilizzerà sempre di più.
I muscoli inizieranno a crescere e la fatica che avvertirai, con il passare del tempo, sarà sempre minore.

Tutto ciò potrebbe sembrare fantastico però è importante prendere in considerazione due elementi fondamentali:

• 1° Il corpo eseguendo sempre gli stessi esercizi potrebbe abituarsi e di conseguenza l’allenamento potrebbe diventare meno efficace

• 2° Come se il primo punto non bastasse si potrebbe addirittura arrivare alla regressione la quale può essere scatenata da fattori diversi

Ad esempio, se prima l’allenamento ti ha fatto perdere peso, con il passare del tempo potresti raggiungere un limite fisiologico e la possibilità di ingrassare nuovamente aumenta, perché il corpo arriverà a non percepire più il maggiore sforzo in questo caso si devono necessariamente ridurre gli ingressi di calorie.

Le forme di corsa che il metodo piramidale include sono di vario tipo tutte eseguite nella stessa sessione di allenamento, per tale motivo i rischi sopra elencati si riducono notevolmente.

Chi è stato l’ideatore del metodo piramidale?

L’ideatore del metodo piramidale è originario della Nuova Zelanda è si chiama Arthur Lydiard.
Nella sua vita ha conseguito vari successi partecipando a tantissime maratone raggiungendo l’apice del successo nei 5000 e 800 metri durante le Olimpiadi che si sono svolte a Roma.

Negli anni 60 e 70 inoltre ha allenato giovani atleti, compito che gli è stato affidato inseguito agli ottimi risultati ottenuti durante le Olimpiadi di Tokyo.

Il suo metodo di allenamento puntava a ottenere il massimo dalle capacità aerobiche, basti pensare che durante una sessione di allenamento percorse ben 42 chilometri, distanza che normalmente si percorre in una maratona.

L’allenamento del maratoneta Arthur Lydiard consisteva in una prima parte basata principalmente sull’aspetto aerobico e successivamente con il passare del tempo sul percorrere dune e salite al fine di eseguire un affinamento della potenza.

Una volta completato tutto il ciclo l’atleta era in grado si sfruttare al massimo la sua potenza in qualsiasi situazione.

Come si applica il metodo piramidale nella corsa?

Basta guardare l’immagine di una piramide per iniziare a comprendere qual è la struttura di questi tipo di allenamento ma vediamo insieme un esempio pratico.

Prendiamo in considerazione un sessione di allenamento basata sulla percorrenza di 10 chilometri.
Come prevede la tecnica dividi il percorso in parti uguali quindi ogni parte sarà di 2 chilometri.

Si ottengono cosi 5 intervalli tutti uguali che suddividerai in questo modo:

• Il tempo di percorrenza del primo e del quinto deve essere uguale ad esempio con un ritmo di gara paria a 15 minuti
• Il secondo e il quarto dovranno avere un ritmo di gara paria a 10 minuti o leggermente maggiore
• Il terzo deve avere un ritmo di gara paria a 5 minuti o leggermente maggiore

In questo modo hai realizzato la tua piramide di allenamento.

L’ultima fase e la prima saranno quelle più lunghe, la quarta e la seconda molto più veloci della quinta e della prima ma inferiori alla terza che rappresenta quella con maggiore intensità.

Se sei un principiante questo potrebbe essere uno dei metodi iniziali da utilizzare prima di eseguire lunghe sessioni che richiedono un grado di preparazione e resistenza molto più elevato.
Inoltre può essere adatta se non vuoi eseguire un allenamento specifico ma corri solo per puro piacere.

La strada non è l’unico posto dove può essere praticato questo tipo di allenamento infatti lo si può praticare anche in palestra utilizzando il tapis roulant modificando la pendenza.

L’allenamento che potresti eseguire ad esempio potrebbe essere questo:

• Prima fase con una pendenza pari a 3
• Seconda fase con una pendenza pari a 4
• Terza fase con una pendenza pari a 6
• Quarta fase con una pendenza pari a 4
• Quinta fase con una pendenza pari a 3

Come puoi constatare la sequenza piramidale viene rispettata in modo perfetto e potrai avere ottimi risultati che scaturiscono dalla continua variazione del ritmo il quale non darà all’organismo il tempo di abituarsi permettendo al corpo di lavorare in ottime condizioni aerobiche.

Utilizzo del cardiofrequenziometro nell’allenamento piramidale

L’allenamento piramidale oltre che nella corsa più anche essere utilizzato in altri sport questa tecnica può essere svolta utilizzando come parametro il cardiofrequenziometro.
Se non ne sei in possesso puoi munirti di un cardiofrequenziometro ad esempio un orologio capace di misurare i battiti cardiaci.

Ma a cosa serve monitorare i battiti cardiaci durante l’allenamento piramidale?
Potrebbe essere un modo per verificare la fatica fisica che stai facendo ma questo è possibile farlo anche ascoltando le sensazioni o il respiro quindi puoi arrivarci tranquillamente da solo.
Il modo corretto di utilizzare la cardiofrequenza è prendere in considerazione le zone allenanti.

Tutti coloro che praticano running e nello specifico allenamento piramidale utilizzano questo parametro per verificare se si sta correndo in modo anaerobico o aerobico e per verificare le condizioni fisiche in cui si bruciano zuccheri o grassi e di conseguenza il grado di produzione di acido lattico.

Proprio questo è il punto della questione.
La fatica fisica durante l’allenamento piramidale è utile per monitorare questo tipo di condizioni.

Conclusione

Riassumendo: la cosa essenziale è seguire l’idea della piramide o quella di un podio, tutto dipende da quale immagine ti viene più comoda visualizzare.

La fase iniziale deve sempre iniziare con sedute di allenamento non molto intense, pian piano è possibile aumentare l’intensità.
Applicare in maniera corretta il metodo piramidale è fondamentale al fine di trarre il massimo beneficio dallo stesso.

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