Maratona del Barocco: la “Regina” si deve rispettare.

La sveglia domenicale di un podista ha sempre un rito ben preciso… Ma questa ha un sapore tutto diverso, non fa in tempo a suonare, che già sono in piedi!

Il completino da gara è già pronto per essere indossato e finalmente realizzo che è arrivato il tanto atteso giorno della Maratona del Barocco.

Così per un attimo mi fermo e penso a tutti i giorni precedenti a questo… A tutti gli allenamenti e alle rinunce fatte, ai km messi nelle gambe insieme ai miei amici Elena, Angelo e a tutto il gruppo “MonaciFausi” il mercoledì al campo CONI di Lecce (ritrovo abituale e obbligatorio di tanti Amici veterani di gare podistiche di ogni sorta).

Il cellulare sembra impazzito una valanga di messaggi da tutti i vari gruppi che oramai portano via il tempo delle nostre giornate, ma che oggi hanno tutto un altro sapore… Perché essere podisti è anche questo, augurarsi a vicenda un grosso in bocca al lupo, nelle maniere più disparate e goliardiche… Ma poi leggi quel messaggio che in un secondo ti porta l’adrenalina a mille e ti dici oggi è il mio giorno, oggi non corro solo per me, ma soprattutto per chi crede in me!

Arrivo a Lecce, parcheggio e la prima Atleta che incontro è Daniela Hajnal. È lei la favorita per la vittoria nella categoria Donne, scambiamo qualche chiacchera mentre andiamo verso il Village in Piazza Sant’Oronzo, anche lei sente la gara nonostante abbia all’attivo tante maratone e tante vittorie, ci facciamo coraggio a vicenda, consapevole io, che lei farà una grande gara!

Piazza Sant’Oronzo è un turbinio di colori, dato dall’abbigliamento dei tanti Podisti che l’affollano… È strana vederla così la Nostra Piazza, perché essa si presenta sempre elegante e sfarzosa tra i vari monumenti dell’antica Roma e del Barocco leccese… Non a caso l’arrivo è stato posizionato proprio davanti al monumento dove venivano rappresentate le battaglie e la gloria dell’antica Roma.

Sono le ore 8 e c’è chi inizia il riscaldamento, chi fa le varie foto ricordo, chi si scambia consigli e sensazioni, e chi come al solito dice di non essere in forma, ma probabilmente concluderà la Regina alla grande… Noi podisti siamo fatti così…

Maratona del Barocco: la partenza.

maratona del barocco 2019: la partenzaCi siamo quasi, tutti gli atleti si recano sulla linea della partenza, abbracci, strette di mano, incoraggiamenti vari… ma guardando il viso di tutti, si legge solo tanta tensione e un po’ di paura, perché la “Regina” si deve rispettare, non è una gara come le altre, troppo lunga per azzardare, troppo lunga per pensare che non si avranno momenti di crisi!

Il giudice spara in cielo il classico colpo di pistola, che finalmente decreta l’inizio per quella che sarà una grande avventura.

Il fiume multicolore inizia a sfilare tra le vie della città che ancora riposa, la temperatura è ideale, vento assente, ha smesso di piovere e sicuramente non ricomincerà… Questa edizione, rispetto alle altre due, inizia sicuramente nel migliore dei modi ed è un grande vantaggio per noi. Le vie della città liberissime dalle auto ci accolgono: è sempre stupenda Lecce, soprattutto se la percorri sulle tue gambe, gli occhi riescono a scoprire meraviglie dell’architettura e della storia leccese che solo così riesci ad ammirare.

Il gruppo si allunga i Top runner fanno l’andatura, non riesco nemmeno più a vederli, ma il mio pensiero va a Luca Quarta, compagno e amico di squadra Action Running, lui è un Top, lui nel giorno del suo compleanno lotterà per la vittoria.

La mia andatura è quella giusta, so che dovrò gestire bene la prima parte, molti amici mi superano e mi spronano a seguirli, ma io ho deciso come affrontare la mia gara, l’unico dispiacere è di non essermi trovato con la mia compagna di allenamento Elena, con la quale avevamo pensato di partire insieme, non so dove possa trovarsi, quindi decido di continuare con il mio passo.

La prima parte procede in maniera tranquilla, il passaggio intorno al 10 km in Piazza Sant’Oronzo da una carica in più, mio Padre è lì che mi aspetta, un segno di intesa e di carica, saluto la Piazza con un “ci vediamo più tardi!”

Si ripercorrono le stesse strade, Lecce la conosco troppo bene, ma non vedo l’ora di uscire dalla città per affrontare la parte più difficile, lì saprò se le mie gambe e la mia testa, ne avranno ancora… Così arrivo sulla Lecce – San Cataldo, quel lungo rettilineo mi porterà a completare la prima parte, e poi sarò proiettato con la testa al ritorno, lì inizia la mia maratona. Le gambe vanno, riesco ad alzare il ritmo, supero tanti podisti che già accusano i primi problemi, vado avanti, mi raggiunge il mio amico fidato in bicicletta che mi chiede se è tutto ok.

Sono di poche parole, sono concentrato, lancio un segno di positività, si continua.

La mezza maratona è fatta: sta succedendo davvero?

Supero la mezza maratona, sono sotto l’ora e cinquanta, perfetto mi dico, mi sento bene, le gambe vanno, posso cercare di recuperare qualche secondo… Ma ora arriva la tanto odiata strada, quella che per mesi se ne parla tra podisti, quella che, a detta di tanti “superato il ponte della tangenziale la maratona è fatta”, gli 8 km più lunghi, la ormai famosa strada della località Fondone!

Che strano, io invece mi sento benissimo, al momento non accuso stanchezza, arriva l’altro amico fidato che mi osserva, lui sa cosa significa correre una maratona, l’ha fatto la settimana prima a Firenze con un tempo da vero Top, mi dice soltanto “continua così, quelli davanti li prendiamo tutti!”.

Sono carico, determinato, corro ed aveva ragione, inizio a superare, vedo i Pacer con il pallone delle 3ore45, supero anche loro, la strada è un continuo sali e scendi… Vero è dura, ma non sento fatica, finalmente riesco a vedere il tanto “odiato” ponte del km 34, mi dico, una volta superato dovrai fare solo altri 8 km. Dai che cosa saranno mai, una gara come quelle di tante domeniche!
Raggiungo un mio compagno di squadra, lui sembra in difficoltà ma decido di stare insieme a lui, ne avevamo tante volte parlato sfottendoci giorni prima, ma perdo il ritmo, per un attimo perdo la concentrazione…

Controllo la media sul mio satellitare, ma sembra comunque tutto ok.

Finalmente entriamo in città, ancora qualche falsopiano zona Viale Aldo Moro, faccio un passo un po’ più lungo, arriva come in ogni maratona che si rispetti, il primo crampo al polpaccio… ecco l’aspettavo, è arrivato, cosa posso fare, continuare a mantenere l’andatura con il rischio di fermarmi e perdere minuti preziosi o rallentare senza incorrere in questo problema? Naturalmente scelgo la seconda, la mia media è stata buona anche se rallento, posso comunque fare un buon tempo e poi mi dico, dai Bobo sei al 39esimo…
Appunto, 39esimo, mancano solo 3km!

Gli ultimi 8 Km della maratona più impegnativa di sempre.

Dai ci sono… Ma ad un certo punto, come succede in qualsiasi gara, anche di 8 km, gli ultimi per me sono difficili da affrontare, non con le gambe ma con la testa… Iniziano ad arrivare segnali negativi, vedi tanta gente che soffre e si ferma, che faccio mi fermo anch’io, sei stanco, fermati, recupera e riparti, gli amici ai bordi della strada ti gridano ti incoraggiano, ma sembro assente, quasi non li sento.

Per fortuna a me ci pensa il mio Amico insieme ad una “pazza podista” che mi segue da qualche km: vedono la mia difficoltà e iniziano a gridare, ma non mi dicono bravo continua così, con un bel rimprovero mi riaccendono la luce.

Questa mattina avevo risposto ad un loro messaggio, scrivendo che quando le gambe e la testa mi avrebbero presentato il conto, mi sarei imposto di finire la maratona per loro… così ora sentivo la gente che mi aiutava a correre, ora vedevo tanti amici che con il pugno stretto mi dicevano “vai è finita”. Adesso corro, non mollo, non lo devo fare… 40esimo… ne mancano 2. Sono nel cuore del Barocco leccese, si sente la musica che proviene dall’arrivo, passo l’Arcu de Pratu – simbolo di noi leccesi – e Porta Napoli.

Una volta arrivato a Porta Rudiae è fatta… attraverso la porta, non sento più la fatica, il cuore arriva in gola, l’emozione sale…

Per due anni ho corso questi ultimi metri accompagnando Amici e l’emozione, anche se non era il mio traguardo, era tanta… Ora ero io che percorrevo quella strada tante volte fatta solo per ammirare le bellezze dell’architettura Leccese o per una semplice passeggiata con gli amici… Ultimi 300 metri, trattengo l’emozione, devo godermi questo momento, ma un mio Amico mi disse tempo fa “ricordati quando affronterai una gara importante, io sarò negli ultimi metri lì al tuo fianco” ed infatti, ora è davanti a me: “eccomi , ora devi seguirmi, dobbiamo arrivare alla grande”.

Maratona del barocco: un viaggio lungo 42 km e 195 metri di emozioni, sofferenza, gioia e gloria.

Scarica di adrenalina, le gambe corrono come se non l’avessero mai fatto, così come dice l’ultimo cartello. 42km… ora mancano 195 metri di gloria, di urla e incitamenti di tanta gente. Ricordo pochissimi momenti così belli nella mia vita… In 195 metri penso a quanta gente mi vuole bene, a quanti amici sono lì che mi aspettano, penso al perché ho deciso di fare questa maratona e a chi mi ha dato la forza per finirla… ed il mio sorriso diventa pianto, pianto di gioia e di soddisfazione. Ora la mia medaglia è finalmente conquistata !
La Maratona è tutto questo: un viaggio lungo 42 km e 195 metri di emozioni, sofferenza, gioia e gloria!

Il Vincitore di questa edizione non sarà il mio amico Luca Quarta, per via di un problema al ginocchio, ma il suo secondo posto vale veramente tanto!
Trionfa a Lecce Leonardi Massimo in 2:34:18 e l’atleta salentina Daniela Hajnal in 3:15:28.

La 3° Maratona del Barocco non la dimenticherò mai, per questo ho già appuntato sul calendario alla data del 1 dicembre 2019, 4° Maratona del Barocco.

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