3,2,1… via! La voce dello speaker dà inizio alla EA7 Milano Marathon 2018.


Andiamo a trasformare tutto il lavoro e il sacrificio fatti per preparare questa gara.

Il gruppo degli atleti africani parte di slancio come se dovessero fare una gara da 100metri, io invece sfrutto i primi due km per assestarmi su quello che spero sarà il mio ritmo gara.

I primi km passano tranquilli e mi inserisco nel gruppo tirato dal fortissimo Giovanni Gualdi che come obiettivo finale ha il crono delle 2h35′. Dopo un piccolo giretto al km 6 ripassiamo dalla zona partenza per poi imboccare il viale che ci porterà nel punto più bello di Milano, il Duomo.

Siamo un bel gruppetto formato da 12unità, fra cui due ragazze, una spagnola e un’italiana, tutti motivati alla ricerca di un buon crono. Ed eccoci al passaggio del decimo, proprio sotto l’immensità del Duomo.

In proiezione del tempo finale siamo leggermente veloci, infatti siamo sotto di 10″ rispetto al ritmo di marcia. Certo correre una delle più famose gare podistiche italiane tra le vie di questa magnifica città è meraviglioso, ma sampietrini e binari dei tram sono trappole alle quali bisogna stare molto attenti.

Il passaggio al 13° Chilometro.

Il passaggio al 13° è una festa con gli staffettisti in attesa e qui c’è anche un gruppetto di atleti della mia associazione in attesa che fanno un tifo incredibile al mio transito.

Il gruppo procede sempre compatto, ma verso il 20° km qualcuno inizia a cambiare ritmo, perché la gamba gli permette di girare più forte. Io decido di restare su quell’andatura e mi sfilo un attimino e al passaggio della mezza sono dietro di loro di una decina di secondi, ma sempre in anticipo sulla proiezione finale di 26″.

Restiamo in tre a tenere il ritmo prefissato e sembra vada tutto bene; siamo in una zona periferica di Milano e siamo quasi al cambio della seconda staffetta e quindi altra festa da chi è lì in attesa.

Purtroppo però sento che c’è qualcosa che non va, lo stomaco non gira come dovrebbe… devo fermarmi per andare in bagno… meglio farlo subito dato che ancora siamo abbastanza freschi.

Perso il gruppetto chiaramente e quando rientro mi ritrovo solo con i 3 compagni di gara abbastanza lontani. Siamo al 25esimo km. Mi ristoro, un pezzettino di banana, sali, un po’ d’acqua e si riparte.

Non guardo più il tempo, cerco solo di rientrare sul gruppetto e allora giù la testa e pedalare. Passiamo attorno al bel parco del Trenno dove troviamo tanta gente ad incitarci e il 30° km è lì, occhiata al cronometro che rileva il mio passaggio 1h50’… siamo ancora in linea per restare quanto più vicini possibile almeno alle 2h 36’/37′. Intanto il gruppetto si avvicina sempre più, sono riuscito a dimezzare il distacco, ora sono a poco più di 200mt.

Il passaggio al 31° Chilometro.

Al 31° ultimo cambio della staffetta vedo l’ultimo atleta “mandriano”, Gianfranco, fare un casino al mio passaggio.

Ora si rientra verso il cuore della città, le gambe continuano a girare bene e i tre sono quasi ormai ripresi. Poco prima del ristoro al 35esimo km un ponte che ci impegna abbastanza ma che non sembra abbia procurato stanchezza eccessiva. Al 37esimo siamo di nuovo al parco Sempione che ci eravamo lasciati dietro al 12°.

Qui rientro nel gruppetto e trovo una forza in più che spero mi aiuti fino all’arrivo.

Stiamo viaggiando abbastanza bene in questi km finali ma…lo stomaco si fa sentire di nuovo…non ora, proprio ora…tieni duro mancano solo 3km…ma niente… poco prima del 40° altro pit stop… va bene… fa niente… cerco di essere velocissimo ma il trenino è ormai perso.

Riprendo cercando di spingere al massimo per restare almeno sotto le 2h40′, lo devo a tutti coloro che mi hanno supportato in questo periodo e mi hanno dato una mano nella preparazione, lo devo a chi ha sopportato i miei sacrifici… allora via veloce a cercare di recuperare qualche secondo.

Gli ultimi 500 metri prima del traguardo.

Intanto supero diversi atleti che ormai non ne hanno più e si avviano lentamente al traguardo. Tengo un pochino il passo sull’ultima salita del 41,5km e poi giù per gli ultimi 500 mt in leggera discesa, curva a sinistra e rettilineo finale con le urla della mia dolce metà emozionata come sempre lì in attesa del mio arrivo.

Poco prima di tagliare il traguardo, segno della croce per ringraziare chi anche oggi mi ha dato la forza per arrivare fino in fondo e per salutare chi purtroppo ora è costretto a guardare da lassù, ma che sicuramente sarà contento del mio risultato… e allora, senza se e senza ma, perché come dice qualcuno “non conta ciò che si dice ma solo ciò che si fa”.

EA7 Milano marathon chiusa in 2h39’13!

Obiettivo minimo raggiunto, ora un po’ di riposo e poi via con un’altra preparazione.

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