Domenica 5 Novembre 2017: La Maratona di New York si avvicina.


Sono passati circa tre mesi da quando, dopo un allenamento in pista, in un caldo pomeriggio estivo, il mio Maestro mi prospettò l’ipotesi di correre la più celebre tra le gare podistiche: la Maratona di New York.

La possibilità di realizzare un sogno era concreta, dovevo soltanto accettare di preparare una distanza tanto lunga e che non avevo mai provato a percorrere, e scartare questo fantastico regalo, correndo per la NYC Marathon tra le strade della Grande Mela.

Concentrazione e centinaia di Km: Questa è la maratona di New York.

Non ci pensai su due volte ed accettai di lanciarmi in questa splendida maratona, sapendo tuttavia che non sarebbe stato semplice affrontare una preparazione che richiede di percorrere centinaia di km.

Questa nuova sfida arrivava in un momento per me cruciale, dato che da un po’ di tempo ero alla ricerca di un nuovo stimolo per tornare ad allenarmi dando il 100%. Nell’ultimo periodo, infatti, sembrava che l’entusiasmo dei miei primi anni da sportivo stesse per scomparire.

Credo in realtà che il tempismo del mio Maestro ed Allenatore non fosse casuale, e per questo motivo sin da subito affrontai al meglio ogni allenamento, per raggiungere l’obiettivo prefissato.

Aspettando l’alba sul ponte di Brooklyn.

Fortunatamente, in questi mesi di preparazione per superare le varie difficoltà incontrate, ho potuto anche contare sulla spinta dei miei compagni di squadra e sulla presenza di Christian, un ragazzo spagnolo, giunto a Lecce per proseguire gli studi, e che da ormai nove mesi si allena con noi.

Lui è stato il mio compagno di allenamento, quello che mi ha accompagnato lungo tutti i lunghissimi km della preparazione, vedendo sorgere come me la maggior parte delle albe che si sono susseguite da agosto sino ad oggi, e che domenica sarà con me sul ponte di Brooklyn.

Con questo obiettivo abbiamo svolto la maggior parte degli allenamenti alle 6 del mattino, in modo tale da non trascurare i nostri studi (sia io che Christian stiamo scrivendo la tesi di laurea).

Ciò ha richiesto non soltanto uno sforzo fisico, ma anche il sacrificio di qualche serata di divertimento, che, tuttavia, verrà certamente ripagato già nel momento in cui ci troveremo ai nastri di partenza.

Giunti a questo punto, tutte le ripetute effettuate ed i lunghi corsi sembrano un ricordo quasi lontano.

Sento però che le varie sessioni completate, non sono servite soltanto a temprare le mie gambe, abituandole a faticare continuamente per tanto tempo, ma hanno soprattutto allenato la mia mente a resistere al dolore e a quella voce che ad un certo punto ti sussurra che probabilmente sarebbe meglio fermarsi.

partenza della maratona di New York

Ed è quasi Maratona quando Il pensiero corre verso la città NY City.

Trascorso questo periodo tanto stimolante, quanto impegnativo, mi ritrovo qui a preparare le ultime cose da chiudere in valigia ed il pensiero già corre verso quella città, NY City. che sin da bambino ho sognato di poter vedere un giorno.

Grazie alla fantastica giostra dello sport mi ritrovo qui, a poche ore dalla partenza di un volo che mi porterà oltreoceano per la prima volta nella mia vita.

Stento ancora a credere che sabato, appena sveglio, affacciandomi alla finestra guarderò quella città magica di cui ho sempre sentito parlare, quasi come fosse su un altro pianeta.

New York è infatti la città che più di tutte ho sempre desiderato visitare, quella di cui canta Cesare Cremonini, uno dei miei cantanti preferiti.

L’Empire State building ed i grattacieli che lo circondano sono gli stessi tra cui mi muovevo da bambino in quel mitico videogioco di Spiderman; le strade in cui correrò sono proprio quelle che Ted Mosby ed i suoi amici mi hanno raccontato nella mia serie tv preferita.

Finalmente la Maratona di New York è alle porte.

Insomma, tra pochi giorni sarò in un posto al quale mi sento misteriosamente legato, prima ancora di averlo vissuto.

Come se non bastasse, a rendere tutto ciò ancora più magico, sarà il fatto che sarò nella Grande Mela per correre quella distanza che affonda le radici nel mito, in quella leggenda ascoltata a scuola tanti anni fa, in cui Plutarco cantava le gesta di Eucle.

Ora non resta che salire su quell’aereo, indossare le scarpe da corsa, e correre con il sorriso questi 42 km che diventeranno la mia leggenda, quella di un sogno divenuto realtà.