Voglio raccontarvi la mia esperienza alla maratona di Ravenna 2018: le emozioni che ho provato e il grande risultato finale!


Maratona di Ravenna 2018: la mia preparazione.

Quando si raccontano le gare podistiche alle quali si prende parte, bisognerebbe parlare non solo della gara in sé, dallo start all’arrivo, ma sarebbe più giusto partire dalla preparazione effettuata, anzi, meglio ancora, dal momento in cui si sceglie di iscriversi a quella maratona.

Come spesso si dice, infatti, la maratona è un lungo viaggio, che dura circa 3 mesi e il giorno della gara è solo la conclusione di questa avventura, fatta di sacrifici, rinunce, sofferenze, ma soprattutto di gioie e soddisfazioni.

Gare podistiche: la maratona di Ravenna 2018

La preparazione di questa mia terza maratona non è stata molto lineare e precisa, perché è stata caratterizzata da (per fortuna piccoli) inconvenienti, problemi fisici e infortuni, che comunque mi hanno rallentato un po’ e costretta a qualche giorno di riposo in più (per non farmi mancare nulla, il lunedì prima della gara, mentre correvo, di sera, per le strade della mia città, mi son fatta una bella caduta; ma per fortuna sono tosta e non ho accusato niente di grave).

Il giorno della Maratona.

Arriviamo, quindi, al fatidico giorno, l’11 Novembre, giorno della maratona di Ravenna, quest’anno valido anche per i Campionati Italiani Assoluti di Maratona.

Da subito noto che c’è veramente  tanta gente, la zona di partenza è piena di runners, l’entusiasmo è a mille, la musica ci carica fino ai primi minuti dallo start, tanto pubblico ad incitarci, il meteo è ideale. Sembra una giornata perfetta per andare a caccia di una bella prestazione.

Sono le 9 e 30: tutto è pronto. Finalmente si parte!

Maratona di Ravenna 2018: la partenza

Purtroppo, a differenza di altre gare in cui se non sono fortunata a partire nella prima griglia riesco quasi sempre ad intrufolarmi (vista la mia piccola stazza) e a raggiungere quasi le primissime file, questa volta rimango bloccata e per questo perdo ben 11 secondi prima di riuscire a passare sulla linea di partenza.

Ma, una volta partita, cerco fin da subito di impostare il ritmo che mi ero prefissata per la prima parte di gara, ossia 4’25’’ al km. Dal 5° al 10° km però, la media si alza un po’, forse per il tracciato non proprio scorrevole del centro storico, ma, pur cercando qualche giustificazione, inizio a temere di non essere in grado di mantenere il ritmo che avrei voluto.

Neanche il tempo di pensarlo e all’11° km mi do una ‘’svegliata’’ passando dal  4’34’’ del 10°km al 4 e 20’’. Con un po’ più di sicurezza in me stessa, arrivo facilmente alla prima metà parte di gara: il cronometro segna 21,097 km in 1 ora e 33’53’’.

Da qui inizia la vera gara, da qui bisogna iniziare a fare sul serio e cercare di recuperare, a poco a poco, qualche secondo e magari qualche posizione femminile.

Da questo momento però inizio a sentire il fastidio alla gamba sinistra, che spesso si è presentato nelle mie ultime gare. La gamba mi cede per 3-4 volte durante questi chilometri, ma nonostante ciò, cerco di non mollare, di non farmi distrarre e anzi, così come mi ero imposta, cerco di aumentare il ritmo di qualche secondo.

Arrivo al 35° km e da lì mi sembra di correre ancora meglio, la gamba sembra tornata a posto e do un’ulteriore accelerata (alla faccia del fatidico muro che tanti podisti dicono di trovare in questo punto di gara). Purtroppo, il 40° e 41° km sono i più impegnativi, perché si corre nel parco, su un percorso sterrato che termina con un bel cavalcavia, quindi per forza di cose, il ritmo rallenta di alcuni secondi.

Ma la voglia di arrivare e di fare il Personal Best è così tanta che il 42° km risulta il mio km più veloce (4’03’’), dovuto anche al bellissimo ultimo rettilineo, pieno di persone che ci incitavano ed applaudivano.

Risultato finale: 3 h 04’54 (real time) e 4^ italiana!!

Maratona di Ravenna 2018: Ilaria Novelli quarta italiana

Ed ora? Dove si va per la prossima maratona?

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