L’emozionante esperienza della Milano Linate Night Run, la prima 10 km notturna sulla pista aeroportuale di Milano Linate.


Milano Linate Night Run: location e atmosfera unici

milano linate night run 2018

Ho partecipato a tantissime gare podistiche ma non ho mai corso di notte, mai! Una ragione sufficiente a provarci.

L’occasione arriva con la prima Linate Night Run: una corsa di 10 km organizzata da SEA, l’ente che gestisce l’aeroporto di Milano Linate. Non erano mai state organizzate delle gare podistiche notturne presso l’aeroporto di Milano!

La gara è a numero chiuso, max 2100 persone per motivi di sicurezza.

Mi sono iscritto poco convinto, attratto più che altro dalla location e dal fatto che Linate è a due passi da casa.
Avevo quasi dimenticato di averlo fatto quando ho ricevuto la mail che mi confermava l’iscrizione e forniva le istruzioni per registrarsi.

Pensavo di essere stato uno dei primi, ma il pettorale 1485 mi smentiva clamorosamente!

Partenza alle 00:30…mhhh, per me che di solito crollo sul divano alle 22:00 al massimo, comincia ad essere problematica.

Ma la curiosità è troppa, farò un piccolo sacrificio.

Questa volta non sono solo, cosa più unica che rara. Ci sono con me Bea, Carolina e Lara, tre runners mie amiche agguerritissime!

Un check-in molto particolare

Arriviamo in aeroporto molto presto, forse troppo, preoccupati dalle procedure di registrazione. Alle 21:30 siamo in fila per il check-in, banchi dal A14 ad A19… In perfetta tenuta da runner!

Una sensazione stranissima. Da molti anni frequento gli aeroporti per lavoro ed oramai alcune operazioni le eseguo col pilota automatico. Non questa volta.

Mi sembra la prima volta che faccio il check-in, attorno a me vedo una marea di passeggeri alternativi: invece del trolley hanno la sacca da gara, al posto delle cravatte calze a compressione graduata.

La preoccupazione sulla velocità delle operazioni era eccessiva, veloci e sorridenti gli addetti mi consegnano il kit gara. Il kit è molto particolare: pettorale, braccialetto di riconoscimento da indossare per tutta la permanenza all’interno dell’aeroporto e carta di imbarco con destinazione Linate Night Run!

Ci dirigiamo verso il controllo di sicurezza dove il personale, nonostante lo straordinario, ci accoglie con grande curiosità e sorrisi.

milano linate night run 2018

Gate di imbarco A17, controllo documenti, braccialetto e carta di imbarco

Il tutto è surreale, non solo per me. Anche gli altri “viaggiatori” hanno l’espressione divertita e curiosa di un bambino che per la prima volta visita l’ufficio del genitore.

L’area di raccolta è un gigantesco hangar dove hanno approntato zona ristoro e palco con un minimo intrattenimento musicale.

Ci sono più di due ore di attesa, ma tra una chiacchiera ed un paio di caffè il tempo scorre via non troppo dolorosamente.

Finalmente l’ultimo volo atterra, ci danno il permesso di avvicinarci alla partenza

Tre ..due …uno…via!!!

Mai ho visto tanti sorrisi ad una partenza, mai! Nessuno sa cosa aspettarsi e tutti si guardano intorno per cercare di riconoscere un posto visto forse mille altre volte con occhi diversi.

Niente navette, finger, trolley, aeromobili o mezzi in movimento. Tutto è fermo ad aspettarci.

Il primo tratto ci porta all’area parcheggio, Alitalia, Lufthansa, Iberia, sono tutti perfettamente allineati a godersi la gara.

C’è silenzio, un silenzio incredibile. Normalmente durante le gare cittadine, i rumori di sottofondo di confondono con lo scalpitio delle migliaia di scarpe.

Qui no, siamo immersi nel tip tap delle nostre suole. Attorno al primo km parte un concerto che avrei sentito altre volte fino all’arrivo: decine di bip bip quasi perfettamente sincronizzati.

Sono i nostri cronometri che si fanno sentire tutti assieme avvolti dal silenzio della notte milanese, un rumore che non avevo mai sentito così chiaro. Passata l’area di parcheggio comincia la pista, comincia il buio pesto delimitato dalle luci di segnalazione verdi all’andata e rosse al ritorno.

Non sono a mio agio, ho paura di cadere, magari una buca. Poi ricordo dove sono, altro che buca… questo è un tavolo da biliardo, un asfalto da 10 e lode!

Non riesco a capire chi c’è a pochi metri da me, la maggior parte degli altri concorrenti sono ombre lunghissime. Non vedo la testa, né la coda della gara. Praticamente un lungo fiume di sagome scure!

Dopo 5 Km facciamo una inversione ad U sempre sulla pista e torniamo indietro, forse mi sono un po’ abituato al buio perché riesco a capire che sono nella prima metà della lunga coda.

Comincio a sentire la fatica, non sono abituato a correre di notte. Forse avrei fatto bene anche a cenare leggero, perché comincio a sentire piccoli crampi allo stomaco. Rallento un po’.

Mentre finisco la seconda parte sulla pista, mi godo le facce divertite degli altri corridori, le coppiette che corrono mano nella mano, i genitori che cercano di stare dietro ai figli che praticamente passeggiano.

Per gli ultimi due km rientriamo nell’area parcheggio dove Airbus e Boing sembrano incitarci a finire la gara.

Piano a piano il buio sfuma e la zona di arrivo appare chiaramente

Ho chiuso i miei primi 10 km notturni.

Medaglia, ristoro e siamo pronti a tornare. Anche per uscire ci sono delle procedure di sicurezza da seguire, ma tutto è molto efficiente e veloce.

Possiamo andare a dormire, ma solo dopo una sosta cornetto e cappuccino strameritato!

P.S.: Scrivo mentre aspetto un volo, da oggi Linate non è più solo un luogo di lavoro.