La testimonianza di Sabrina Manco sull’Ironman 70.3, gara di triathlon svoltasi a Pescara.


I mesi di preparazione che hanno preceduto l’Ironman 70.3

Si è svolto il 10 giugno a Pescara l’IRONMAN 70.3, una competizione a livello internazionale con oltre 1000 partecipanti provenienti da tutto il mondo. La gara comprende 1900m di nuoto, 90km di bici, mentre per quanto riguarda le gare podistiche prevede 21km di corsa.

In tre i portacolori Nest:

  • Paolo Paracelli classificatosi 14° di categoria e 132°assoluto con un tempo di 4h57’38”
  • Christian Villazala Cartòn 3°di categoria e 25°assoluto su oltre 1000
    partecipanti con un tempo di 4h27’54”
  • Sabrina Manco 2° di categoria e 14° assoluta donne con un tempo di
    5h06’24”.

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Sotto la guida e costante presenza del maestro Stefano De Razza, i mesi di preparazione sono stati scanditi da lunghi e intensi allenamenti. Questi sono stati svolti durante l’inverno spesso al buio, sotto la pioggia, il freddo e in qualsiasi condizione psicofisica.

Questo è il mio secondo IRONMAN 70.3, e dopo l’anno scorso, visti i notevoli miglioramenti che sto facendo, avverto un po’ di più il peso delle aspettative. Per questo i giorni che precedono la gara non li vivo particolarmente bene. Passo da momenti in cui non vedo l’ora di partire, a momenti in cui mi metto a piangere per la paura e la tensione.

L’atmosfera del sabato che precede la gara ha sempre un fascino particolare: si ritira il proprio pettorale, si prepara la propria bici e tutto l’occorrente nella zona di transizione. Poi il maestro ci fa provare la frazione di nuoto per prendere confidenza e studiare le traiettorie. Il nuoto (ahimé!) è la mia frazione più debole e la paura di metterci più tempo del previsto è sempre tanta!

La partenza in mare favorita da un clima sereno ed un mare piatto

La mattina della gara stranamente non sono molto tesa. La sensazione più bella è quella di sentirsi bene ed avere la certezza di essere arrivata pronta per fare una buona prestazione (imprevisti esclusi).

Ed eccoci alla partenza. Sono in fila con Paolo (mio marito), mano nella mano, per darmi più coraggio. Manca poco allo start: si parte 2 per volta ogni 5″. Il mare al contrario dello scorso anno è calmo, quasi una piscina. Il cielo è sereno e fa caldo.

5-4-3-2-1- via, corro e mi tuffo. Cerco di concentrarmi sulla bracciata e nella respirazione e così facendo do il massimo. Il tempo della prima frazione è buono, 34′ (pensavo peggio) e appena esco dall’acqua mi dico: ”Vai Sabrina, ora arriva il tuo momento!”

Seconda fase: la gara ciclistica con un percorso pianeggiante ed un apprezzato vento

Corro veloce per il lungo tragitto fino ad arrivare in zona cambio dove mi tolgo velocemente la muta e mi preparo per salire sulla mia adorata bici. Questa è la frazione che prediligo e che è il mio forte, visto il mio passato da ciclista con quasi 30 anni di esperienza.

Recupero qualche posizione tra le donne. Il percorso mi si addice perché è prevalentemente pianeggiante e c’è anche un bel po’ di vento. Termino la frazione di 91 km in 2h36’40” con una media intorno ai 35km/h. È il 9° tempo assoluto su 190 donne, direi discretamente bene, ma secondo me, con un’attrezzatura più adeguata, avrei fatto sicuramente meglio.

21 km dopo nuoto e ciclismo: non proprio una passeggiata

Finita la frazione bici, metto le scarpette da run e comincio a correre. Fare una 21km, dopo i 1900m di nuoto e 91 km di bici, non è proprio una passeggiata, ma fin dall’inizio sento che le gambe ci sono ed io sono ancora fresca, anche se il caldo comincia a farsi sentire molto.

Al 18° km vado un po’ in crisi, dei forti dolori al fianco destro non mi permettono di correre, respiro a fatica e sono costretta a camminare per qualche metro. Cerco di riprendermi… Non voglio mollare a poco dal traguardo!

Fortunatamente il dolore diminuisce e mi permette di riprendere nuovamente il ritmo. Così faccio il km più veloce di tutta la gara, l’ultimo, e quando arrivo su quel tanto atteso tappeto rosso la fatica svanisce e lascia il posto all’emozione e alla consapevolezza di aver fatto un’ottima prestazione.

Fermo il tempo a 5h 6′ 24″

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Le sorprese non sono ancora terminate. Dopo essere stata premiata come 2° di categoria a soli 2’33” dalla prima atleta Inglese, giunge il fatidico momento della consegna degli slot per la qualificazione al World Championship a Nelson Mandela Bay, South Africa. Io e il mio compagno di squadra Christian quella qualifica l’abbiamo sognata, sudata e desiderata per mesi e finalmente tra lacrime e gioia veniamo chiamati entrambi.

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