“Il fallimento è il fondamento della riuscita”  Lao Tse


L’alba di un giorno speciale.

Finalmente, dopo una lunga attesa, arriva il 29 Settembre: il giorno della Randonnée Valle D’Itria. Ore 5:30. Come da accordi, ci si ritrova al foro Boario di Lecce. Carico di emozione, pongo la mia bicicletta pronta per l’evento sul mezzo che mi porterà ad Ostuni: per strada si corre per poter arrivare il prima possibile.

Giunti sul posto, si dà inizio alle operazioni di ritiro del numero. Ora ufficialmente possiamo partecipare! …Mi presento al nastro di partenza insieme ad un gruppo di amici preventivamente scelti. Cartellino alla mano, si raccoglie il primo timbro come previsto dal regolamento e si parte… anzi no!… uno dei nostri compagni si perde ed in fibrillazione lo si aspetta. Poco dopo, per fortuna, ci raggiunge e la Randonnée prende veramente il via.

Si vedono le prime luci dell’alba, la temperatura è bassa, circa 10°, ed il nostro abbigliamento è quello estivo perché ci si attende una giornata calda e umida. Partiamo già pensando all’arrivo e sappiamo bene che per coprire quei 200 km, con 2587 mt. di dislivello, probabilmente occorreranno circa 10 ore.

Cominciamo a pedalare fuori dalla città di Ostuni in direzione Martina Franca, passando dalla provincia di Brindisi a quella di Taranto, e subito ci rendiamo conto che il tracciato è ostico. Al 20° km uno dei nostri compagni di viaggio si stacca. È la prima salita vera. Rallentiamo, torniamo indietro per poterlo recuperare, ma subito dopo il compagno dimostra di non farcela. Allora decidiamo di proseguire, pensando che si unirà al gruppo successivo, dove troverà altri compagni con cui viaggiare

Noi si continua, insieme. La strada diventa sempre più impervia. Dopo pochi km, affrontiamo una prima salita di 4 km all’11% di pendenza e più avanti ancora un’altra al 14% che ci porta alle antenne del ripetitore Rai di Martina Franca.

Anche il secondo sforzo viene compiuto. (Guarda il video)

Adesso siamo vicini al primo rifornimento, ma abbiamo qualche piccola difficoltà ad orientarci. Il nostro GPS fa i capricci.

Poi finalmente si intravede fra strade in salita e discesa Martina Franca e arriviamo al primo punto di raccolta.

Un gruppo coeso ed entusiasta.

Ancora freschi, ci si ferma. Si prende il timbro per certificare il passaggio, qualche bicchiere d’acqua, una barretta energetica e si riparte. Il gruppo è ancora compatto e pieno di energia.

Così si arriva al “solito bivio” e ci si guarda in faccia: qualcuno avrebbe voluto imboccare la via dei 100 km, ma come attratti da una calamita, tutti abbiamo svoltato per il percorso dei 200. E adesso si viaggia in direzione Alberobello, verso la provincia di Bari.

A tutti ora è chiaro che la Randonnée è veramente dura. Prendiamo ancora un’altra salita e poi in discesa per circa 7 km a quasi 70 km orari. La velocità ed il vento in faccia ci fa sentire forti e ci incoraggia per andare avanti, ma questa bella sensazione dura poco: finisce il discesone e ricominciamo a salire.

Adesso le altezze si percepiscono di più. Siamo poco oltre i 70 km e per la seconda verifica ne mancano ancora 30. Ma l’umore è alto e la condizione è buona. Si viaggia con una discreta media e dopo 1h e 30 ca. si giunge finalmente al parco di Alberobello.

La soddisfazione è tanta. Siamo arrivati al secondo controllo e l’energia non manca. Qui si fa una sosta più lunga, si beve e si mangia. Si scatta qualche foto e poi nuovamente tutti in sella. Direzione Locorotondo. Ma subito uno dei miei compagni di viaggio m’informa del suo ritiro. Ha finito l’energia, mi preoccupo di lui e chiamiamo l’assistenza che breve sarebbe passata a prenderlo per portarlo all’arrivo. Noialtri siamo pronti, si riparte. Non sapevo ancora cosa mi sarebbe successo…

L’imprevisto che non ci voleva.

Appena usciamo dal paese ed imbocchiamo la strada per Locorotondo a 50 km, la catena della mia bicicletta esce dalla corona. Nulla di preoccupante, penso… può capitare! Allora accosto per sistemarla. I miei compagni si fermano per attendere la mia ripartenza, ma mio malgrado la catena non entra. Fuori gli attrezzi… dobbiamo sistemare!!! Ma dopo qualche tentativo, mi rendo conto che il deragliatore si è danneggiato e realizzo con sconforto di non poter continuare il mio viaggio.

Mi faccio coraggio ed indico ai miei compagni di proseguire. La gara per me finisce inesorabilmente ad Alberobello.

Sconfortato per quanto accaduto, raggiungo il compagno fermo al punto di soccorso e mi unisco a lui… Ancora non convinto, riguardo il mezzo e ritento la riparazione, ma niente. Nel frattempo arriva privo di energia anche il primo ciclista che si era staccato dal gruppo. Si ritira e si rientra con noi ad Ostuni.

Giunti al punto di arrivo, aspettiamo i compagni di viaggio. Altro, purtroppo, non possiamo fare…
Alle 18.00, dopo 9 ore di sudore e pedali, portiamo a termine la nostra Randonnée… avevamo stimato bene i tempi di gara!!

Riproverò l’avventura il prossimo anno.
“Buona strada a tutti”

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