RIFLESSIONI DI UNA GIOVANE RUNNER CHE NON RIESCE A STARE LONTANA DALLE SUE SCARPE DA CORSA


Facciamo una cosa che va contro la logica: andiamo a morire un po’, per nostra libera scelta, per poi resuscitare, e ricominciare a vivere meglio di prima” G. Breccia

Quanto è vera questa frase per noi runner? Forse non ce ne rendiamo nemmeno conto, ma è proprio così: ogni volta che scegliamo di andare a correre, che infiliamo le nostre scarpette, che iniziamo a muovere le nostre gambe, abbiamo deciso di andare un po’ a morire, di andare a soffrire, faticare, ma sappiamo che questo sacrificio, alla fine della corsa, si trasformerà in soddisfazione, benessere e felicità.

Facciamo uno sport in cui il dolore, la sofferenza sono componenti inevitabili, ma anche fondamentali. Siamo coscienti di andarci a sbattere contro prima o poi, di doverli affrontare. Ma è proprio questo che ci piace; sì, siamo un po’ masochisti, irrazionali, incoscienti ed è questo che ci rende più forti, coraggiosi e orgogliosi di noi stessi.

Uno sport che ti ripaga di ogni sforzo, perché ti migliora come persona

Ormai sono tanti anni che ho fatto questa scelta sportiva (e di vita) e sono altrettante tante le volte che mi sento dire: chi te lo fa fare? Perché corri? Non è meglio starsene a casa sul divano a riposare? La domenica poi, non è meglio dormire e recuperare le fatiche della settimana lavorativa trascorsa, invece di andare a correre per 10, 20, 30 km?Sacrifici e soddisfazioni del podista

Purtroppo, chi non fa il nostro sport non lo capisce; pur spiegandolo, è difficile comprendere la nostra mentalità, la nostra voglia di andare a soffrire, la nostra  sensazione di benessere e felicità post corsa, la nostra soddisfazione dopo aver raggiunto gli obiettivi prefissati. È veramente difficile capire la nostra passione; ma una volta che ci sei dentro, è difficile uscirne (è come una droga lo sappiamo ormai).

Così ci ritroviamo a correre sempre di più, ad affrontare le prime gare podistiche, a passare dai 10km ai 21km, dalle mezze maratone alle maratone. E non ci basta mai, vogliamo nuovi obiettivi, nuovi limiti da superare, vogliamo spingere il nostro corpo sempre oltre, superare gli ostacoli, le paure. E tutto ciò viene riportato nella vita quotidiana, ci aiuta ad affrontare meglio quelli che sono i problemi e le difficoltà di tutti i giorni, a capire le nostre debolezze e i nostri punti di forza. Come nella corsa anche nella vita siamo costretti ad affrontare la sofferenza, ma proprio grazie alla corsa saremo più bravi e più pronti ad affrontarla e utilizzeremo questa sofferenza come mezzo per migliorarci e magare essere più felici.

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