Lecce: tutto pronto per la maratona più attesa.


La Maratona del Barocco 2016: Condizioni sfavorevoli date dal forte vento

È passato oltre un anno da quel 7 Novembre 2016, data della prima edizione della Maratona del Barocco, e a noi, che per correre le gare podistiche da 42km ci ficchiamo in capo al mondo, ci sembrò un miracolo poterne fare una a Lecce pochi metri da casa.

Nonostante i buoni propositi, però, le condizioni meteo sfavorevoli con il forte vento di scirocco e una partenza troppo presuntuosa mi costrinse sulla strada del ritorno da San Cataldo ad imbattermi nel più classico dei muri e tornare al traguardo quasi camminando.

La stessa voglia di riscatto avevano i miei bravissimi amici organizzatori, il Direttore Simone Lucia e tutta la sua orchestra, che quando si tratta di organizzare grandi eventi suonano meglio della Filarmonica di Vienna.

Era più che giustificabile che in quella che lui stesso definisce “l’edizione zero” di un progetto così ambizioso non tutto fosse andato alla perfezione.

Gli allenamenti per le maratone sono lunghi ed estenuanti, le famigerate tabelle di circa 3 mesi, ma fatte con la giusta compagnia possono addirittura diventare divertenti e piacevoli, a tratti goliardiche.

Così è stato in questa occasione con i miei bravissimi e simpaticissimi compagni di avventura Checco, Gianni, Simone, Claudio e tutti gli altri del gruppo denominato “Monaci Fausi” per quell’abitudine che hanno a lamentarsi di una pessima condizione fisica durante la settimana tranne poi effettuare performance strabilianti alle varie gare della Domenica.

La Maratona del Barocco ha inizio.

Eccoci qua tutti in griglia pronti per la maratona del Barocco nella suggestiva Piazza Sant’Oronzo, ognuno di noi forte per il solo fatto di essere presente dietro la linea di partenza e motivato ad arrivare fino al traguardo dando il massimo.

Si fa presto a dire e a dirsi un milione di volte: “mi raccomando partiamo piano”… quando spara lo starter ti sale una scarica di adrenalina che è difficile da contenere e serve tutta l’esperienza delle mie 15 Maratone per impormi di calare il ritmo e conservare energie per la parte finale.

maratona del barocco seconda edizione

Quindi i primi 12km, tutti nel cuore del Barocco leccese, scorrono tranquilli e corriamo ancora in gruppetti abbastanza numerosi. Si pensa più a godersi il centro della città ancora abbastanza deserto e i vari incitamenti di conoscenti e amici sempre più coinvolti dagli eventi podistici in città.

Verso il 15° km imbocchiamo la larga Via del Mare, ormai i gruppetti sono sempre più sparuti e distanti tra loro e questo è inevitabile nelle Maratone, a meno che non ci siano molte migliaia di partecipanti.

Affiancato dai miei compagni della Tre Casali, Giuseppe, Emiliano e il determinato Francesco, affrontiamo il lungo rettilineo verso San Cataldo, con qualche amico in bicicletta che ci incita con qualche battuta, anche se, passando ai ristori viene giustamente allontanato dal percorso da organizzatori e giudici per non creare vantaggi a nessuno.

Ci siamo quasi: la maratona del Barocco è oramai a metà .

E arriviamo così a metà gara, importante riscontro cronometrico per ogni Maratoneta, dove il simpatico DJ Angelo, conosciutissimo tra noi podisti, pompa musica a tutto volume accompagnato dal gran tifo degli Staffettisti che aspettano il cambio di frazione.

Giunto al 23°km, il nostro piccolo gruppetto di 4 unità svolta a destra in una stradina, che taglia l’incantevole macchia mediterranea della zona, ma che si presenta subito impegnativa per i continui cambi di pendenza e la direzione del vento contraria… incomincio ad avvertire le prime difficoltà e mi sforzo di rimanere attaccato agli altri.

Terminata la suggestiva ed ondulata stradina di campagna risvoltiamo a destra per tornare verso Lecce sulla cosiddetta “Strada di Fondone”, questo per me è sicuramente il momento più critico della gara.

Non riesco più a stare al passo con gli altri, alla fatica muscolare che ormai non riesco a contenere.

Al vento contrario si aggiunge la contro-pendenza del percorso e le auto sul lato opposto (qualcuna anche nel mio senso di marcia ma l’inciviltà di alcuni automobilisti non è certo colpa degli organizzatori, non bastano transenne e ordinanze di chiusura al traffico con certi prepotenti!).

Incomincio a vedere i fantasmi della scorsa edizione, è arrivato il momento di usare la testa e dimenticare le gambe ormai indolenzite e così, cercando di mantenere il ritmo, passo dopo passo, km dopo km, arrivo in vista della città.

L’ostacolo più difficile prima del traguardo.

Quello che immaginavo essere un ostacolo insormontabile, il cavalcavia sulla Tangenziale al 34°km, dopo i lunghi falsipiani, si rivela più semplice del previsto e una volta giunti in prossimità dei primi palazzi di Lecce ritrovo conforto e una riserva nascosta di energia.

Sull’ultimo rettilineo di Via Imperatore Adriano, come accade alla fine di tutte le Maratone, supero qualche partecipante esausto che si trascina camminando e corricchiando verso il Traguardo e arrivo verso il Centro Storico.

L’emozione da brividi (che già da sola basterebbe a convincere ogni podista locale a partecipare a questa gara!) sono gli ultimi 500 metri della maratona del Barocco. Sul Corso e poi in Piazza Sant’Oronzo, tra due ali di folla festanti che per un momento ti fanno sentire autore di un’impresa epica.

Conclusioni.

Per la cronaca, il vincitore di giornata è stato secondo pronostico il fortissimo Ultramaratoneta Giorgio Calcaterra che ha chiuso in 2h 39min, seguito dal nostro salentinissimo Crystian Bergamo con 2h 42min, mentre terza assoluta e prima tra le donne l’Atleta romana Paola Salvatori con 2h 47min.

In conclusione: un altro traguardo raggiunto, un’altra medaglia conquistata.

Gambe, fiato, testa e cuore fino all’ultimo metro… APPUNTAMENTO ALLA PROSSIMA IMMANCABILE EDIZIONE DEL 2018!

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