Poche regole e qualche accorgimento per godere degli effetti benefici dell’ esposizione al sole, minimizzando i danni.


Sport outdoor: i benefici dell’esposizione solare.

Ultimamente, grazie anche alla sensibilizzazione dei media, si presta molta attenzione al concetto di prevenzione. La salute è un bene prezioso che va protetto e per stare bene bisogna non solo curarsi, ma anche e soprattutto fare prevenzione.

Anche e soprattutto nel campo della dermatologia c’è un’attenzione ormai costante e crescente alle problematiche generate dall’esposizione al sole.

A questi proposito anche l’Inail e tutta la normativa sulla sicurezza dei lavoratori è stata aggiornata sui rischi dei lavoratori “outdoor”, cioè quelli che trascorrono una frazione significativa del loro tempo-lavoro all’aperto e che sono interessati da una serie di patologie correlate all’esposizione solare prolungata o intensa.

Il “popolo degli sportivi”, invece, spesso esposti al sole durante gli allenamenti e le competizioni come le gare podistiche, non sempre presta la giusta attenzione o la dovuta importanza alla corretta esposizione al sole. Pensare che muoversi sotto il sole sia sufficiente per non rischiare scottature o altri effetti dannosi è sbagliato, ma bastano poche precauzioni e accorgimenti per prevenire danni nel breve o lungo periodo.

Non dimentichiamo, infatti, che il sole ha un grande effetto benefico su di noi, poiché stimola la produzione di vitamina D che i raggi ultravioletti sintetizzano a livello cutaneo, attiva il sistema immunitario e influenza la produzione di ormoni e messaggeri chimici nel cervello, tra cui la serotonina e la melatonina.

È importante sapere che buoni livelli di vitamina D sono associati a un minore rischio di contrarre malattie autoimmuni, alcuni tipi di tumori e patologie cardiovascolari. Inoltre, in ambito sportivo, si riduce il rischio di fratture, che aumenta, invece, nei soggetti con livelli bassi di vitamina D.

I danni dell’esposizione solare senza protezioni.

Per quanto riguarda i danni da esposizione al sole bisognerebbe distinguere tra quelli a breve termine (che si manifestano con un fenomeno acuto, es. l’eritema e l’ustione e sono in genere reversibili e facilmente risolvibili) e quelli a lungo termine (più pericolosi, che comportano una degradazione del DNA).

Ancora, bisognerebbe distinguere tra i danni causati da esposizione cumulativa elevata nel corso della vita, come nei marinai, negli agricoltori (es. epitelioma squamocellulare) e quelli derivanti da esposizione massiva al sole (es. carcinoma basocellulare o melanoma).

Sottoporsi con regolarità a controlli dermatologici, con una mappatura in epiluminescenza dei nevi e delle lesioni può essere fondamentale.

Come godersi i raggi solari durante lo sport evitando danni a breve e lungo termine.

Per coloro che praticano sport outdoor di lunga durata (ad es. i maratoneti, i tennisti, i calciatori o i ciclisti), teniamo presente che ultimamente sono in commercio dei capi di abbigliamento con fattore di protezione integrato nel tessuto.

Comunque, in linea di massima, si possono utilizzare capi in tessuti che proteggano dai raggi uv e che consentano una buona traspirazione.

A solo titolo esemplificativo diciamo che le fibre acriliche proteggono meglio della seta e quest’ultima meglio del cotone; una buona combinazione poliestere/cotone è fresca e protegge; i tessuti a trama più fitta ovviamente proteggono meglio.

Per le zone che non possono essere protette, invece, è opportuno e doveroso ricorrere alle creme solari, da applicare circa 20 minuti prima dell’esposizione e, possibilmente, rinnovarne l’applicazione in un tempo variabile a seconda del fototipo, tipo di SPF usato, condizioni atmosferiche, ora del giorno e stagione.

È dimostrata da numerosissimi studi scientifici la validità delle creme solari nel ridurre l’incidenza sia di alterazioni neoplastiche epiteliali, che conseguenze come il fotoinvecchiamento, discromie ed altro.

Controllare sempre il SPF utilizzato, preferire quello 50+ ed utilizzare quello specifico per volto, ad es. lo stick per zona occhi, naso e labbra. Non utilizzare mai filtri vecchi (es. le creme dell’estate precedente), perché sono soggette a degradazione e quindi inefficaci.

Il fattore di protezione di un prodotto viene stabilito misurando il tempo di esposizione necessario a far comparire l’eritema sia su una zona di pelle su cui viene applicato il prodotto, che su un’altra zona non protetta. Il rapporto tra i due tempi è il SPF del prodotto.

Quindi, un SPF di 10 significa che quel prodotto antisolare moltiplica per 10 il tempo di esposizione al sole senza comparsa di eritema e così via. Maggiore è il numero di SPF, più elevata è la protezione.

Ovviamente, il tempo di comparsa dell’eritema varia da persona a persona, in base al fototipo, ma anche in base alle condizioni di esposizione (stagione, ora del giorno, incidenza dei raggi e quindi latitudine ed altitudine).

Altro strumento d’ausilio per completare la protezione possono essere gli integratori, che non sostituiscono la protezione cutanea, ma si aggiungono ad essa e possono servire a rinforzare i meccanismi di difesa cellulare dal sole. Il dermatologo può consigliare quello specifico in base al tipo di pelle e ai fattori di rischio.

Anche l’alimentazione, poi, svolge un ruolo specifico nella prevenzione e protezione in questo settore. È consigliabile bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno e assumere alimenti ricchi di vitamine A, D ed E e tutti quelli ricchi di acidi grassi essenziali.

Sottoporsi con regolarità ad una mappatura dei nevi in epiluminescenza, come già detto, può poi completare tutto il discorso della prevenzione, poiché molte lesioni o neo formazioni della pelle, se individuate e diagnosticate in tempo, possono addirittura salvare la vita, come nel caso dei melanomi.

In fondo gli sport outdoor, poiché all’aria aperta, sono i più belli ed è giusto praticarli con consapevolezza e serenità.

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