Come un malfunzionamento della bocca può arrivare ad influenzare la nostra postura.


Nella vita quotidiana e nella pratica dello sport, soprattutto per l’agonista, è fondamentale prendersi cura della propria postura. Esistono tantissime differenti definizioni di postura. In generale, comunque, si intende per postura la condizione in cui una persona si mantiene in equilibrio nella posizione eretta. Per determinarla entrano in gioco tantissimi fattori, fra cui anche la condizione della bocca.

Sebbene la comunità scientifica sia ancora divisa su questo tema, una gran parte di medici, odontoiatri, fisioterapisti, osteopati si sono ormai convinti dell’esistenza di una connessione fra la bocca, i denti, la lingua e la postura dell’intero corpo.

L’origine della differenza di opinioni sta soprattutto nella difficoltà di misurare la postura in maniera obiettiva: a determinare il modo in cui una persona sta in piedi concorrono tantissimi fattori, come l’appoggio podalico, la condizione psicologica, la vista. È pertanto difficile isolare la sola influenza della bocca, sebbene esistano dei test appositi.

Uno dei più famosi professionisti che ha studiato queste connessioni è stato il Dr. Jean Pierre Meersseman, chiropratico di grande fama e fondatore di Milan Lab, che ha ideato un test particolare per capire se la bocca ha o meno influenza nella postura di un paziente.

Non è infatti raro notare calciatori, motociclisti e altri sportivi indossare Bites terapeutici.

Ma qual è il meccanismo con cui la bocca arriva ad influenzare l’equilibrio e la postura?

Sebbene il movimento degli esseri umani avvenga grazie ai muscoli, tutti possiamo intuitivamente notare che un muscolo da solo non può aiutarci a compiere un movimento. Ad esempio, per poter compiere un passo, sono centinaia i muscoli che entrano in gioco, e che fanno parte degli arti inferiori, ma anche del tronco. Infatti, per bilanciare l’equilibrio, quando compiamo un passo sinistro, portiamo automaticamente avanti il braccio destro.

Pertanto, in ogni movimento che il corpo umano compie, esistono dei muscoli agonisti (che si attivano) e dei muscoli antagonisti (che si disattivano) per portare a termine il movimento specifico. Questi muscoli sono organizzati in lunghe catene, che si contraggono e decontraggono tutte insieme in base al tipo di movimento da effettuare.

Abbiamo fatto l’esempio del passo: all’interno di un passo sinistro, il braccio destro va avanti per bilanciare il peso. Ma per mantenere lo sguardo in avanti, anche la testa dovrà leggermente piegarsi e ruotare verso destra.

Tutte queste connessioni sono ben note a chi pratica la Kinesiologia Applicata.

Proprio il passo è un tipo di movimento che, per essere completato, prevede di essere svolto in maniera bilaterale e alternata. In poche parole, per camminare, facciamo alternativamente un passo destro e poi uno sinistro o viceversa. E, curiosamente, anche la masticazione dovrebbe essere svolta in maniera alternata sui due lati della bocca.

Abbiamo accennato poco fa al movimento che la testa svolge per mantenere lo sguardo in avanti durante il passo. È abbastanza intuitivo dedurre che la mandibola si muove insieme alla testa. La Kinesiologia ha messo in evidenza che i muscoli della masticazione sono connessi proprio ad alcuni muscoli che ruotano la testa; pertanto, quando una bocca ha una funzione asimmetrica o altro genere di problematica, può avvenire che il sistema muscolo scheletrico decida di “bloccare” un lato, scatenando una serie di adattamenti.

Come può l’odontoiatra intervenire sulla postura?

Come abbiamo detto prima, se una bocca non funziona in maniera equilibrata, siccome i muscoli masticatori sono connessi ai muscoli del collo che girano la testa, può arrivare a “congelare” la postura di una persona in una condizione in cui ha la testa lievemente girata da un lato, mettendola in una condizione in cui è come se stesse sempre facendo un passo, ad esempio sinistro, contraendo maggiormente i muscoli di un braccio e di una gamba.

I mezzi che l’odontoiatra ha per riequilibrare la postura sono differenti, il più diffuso è il Bite. bite-dentaleNe esistono diversi tipi, e il termine è molto generico. Ve ne sono alcuni che hanno il solo scopo di proteggere i denti (in tal caso il termine Bite non è propriamente esatto). Ben diverso è un bite che riequilibra la funzione della bocca e l’equilibrio complessivo del soggetto, che in tal caso richiede uno studio e una diagnosi ben diversi e dei controlli regolari per poter adattare il bite man mano che la funzione si modifica.

Che effetto ha il bite sull’appoggio podalico?

Se una persona è “congelata” in una posizione di passo destro o sinistro, è chiaro che porrà un peso maggiore su di un piede rispetto all’altro, aumentando il rischio di infortuni o di affaticamento di un arto. Un buon controllo dell’occlusione può prevenire o ridurre tali problematiche.

 

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